Italiano

Luigi Pelloux

Luigi Pelloux

Luigi Pelloux (1839-1924) fu un combattente nelle guerre d'indipendenza. Dal 1859 al 1870 fu deputato e poi ministro. Ma dopo i moti di Milano del 1898, in seguito alle dimissioni del Presidente del Consiglio Di Rudinì, il Pelloux fu chiamato a tale carica che tenne sino al 1900. Ritiratosi dalla vita politica si stabilì a Bordighera dove morì nel 1924. Fu soprattutto studioso e competente di problemi e ordinamenti miltari.

da "Ospiti illustri a Bordighera" di Camilla Moreno.

Pubblichiamo con grande piacere l'articolo del dott. Andrea Gandolfo La morte del Generale Pelloux a Bordighera uscito in due puntate sul settimanale La Riviera il 25 febbraio e il 3 marzo 2016.  In questa stessa pagina trovate l'articolo disponibile anche in formato pdf.

 La morte del generale Pelloux a Bordighera

Nell’autunno del 1924 scompariva a Bordighera uno dei protagonisti della vita politica italiana della fine dell’Ottocento, il generale savoiardo Luigi Girolamo Pelloux, nato aLa Rocheil 1° marzo 1839, il quale, dopo aver ricoperto varie volte la carica di ministro della Guerra, aveva guidato due ministeri assai tormentati durante la cosiddetta “crisi di fine secolo”. Dimessosi dal governo nel giugno 1900 e ritiratosi dalla politica, dopo essere stato nominato senatore nel 1896, aveva assunto il comando del corpo d’armata di Torino fino al 1902, quando avrebbe lasciato il servizio attivo nell’esercito ritirandosi a Bordighera. Qui si sarebbe fatto costruire una villa in viale Regina Elena (l’attuale corso Italia), poi denominata “Villa Caterina”, dal nome della consorte del generale, quando la struttura sarebbe stata trasformata negli anni Sessanta in una casa per ferie, a cura di un’associazione cattolica piemontese. Alla fine di settembre del 1924 il generale e senatore savoiardo, mentre si trovava nella sua residenza di Bordighera, venne colpito da un attacco influenzale, che avrebbe ulteriormente aggravato le sue già precarie condizioni di salute. La forma influenzale, dopo alcuni giorni di decorso, si aggravò in una broncopolmonite cerebrale con febbre oscillante intorno ai quaranta gradi. Il 16 ottobre le sue condizioni peggiorarono a tal punto che i familiari temettero fosse giunto alla fine dei suoi giorni, ma, inaspettatamente, la mattina dopo si sarebbe ripreso, tanto che i medici che lo avevano in cura cominciarono a nutrire speranze in una sua pronta guarigione. Pochi giorni dopo la salute di Pelloux tornò tuttavia ad aggravarsi in modo irreparabile, fino alle prime ore della mattina del 26 ottobre, quando il generale, circondato dall’affetto dei suoi cari, esalò l’ultimo respiro nella sua villa della città delle palme, all’età di 85 anni. La notizia della morte di Pelloux destò una viva impressione in tutto il Paese, tanto che il governo decise che i suoi funerali si sarebbero tenuti a carico dello Stato a Bordighera, dove sarebbero giunti appositamente il ministro dei Lavori Pubblici Sarrocchi, in rappresentanza dell’esecutivo, e il generale Clerici, sottosegretario di Stato alla Guerra, a nome del ministro Antonino Di Giorgio; quest’ultimo, appena venuto a conoscenza della scomparsa di Pelloux, inviò subito un telegramma di condoglianze al figlio del generale. Anche il presidente del Consiglio Mussolini trasmise alla famiglia un messaggio di cordoglio, in cui sottolineò come Pelloux avesse sempre speso “tutte le energie per il bene della Patria”. La mattina del 29 ottobre si svolsero a Bordighera i solenni funerali del generale, alla presenza, tra gli altri, oltre al già ricordato ministro dei Lavori Pubblici, del generale Bordeaux, in rappresentanza del governo francese, del duca Borea d’Olmo, in nome del re Vittorio Emanuele III, del conte di Cossato, per la casa della regina madre, del comandante della divisione di Genova Squillace, del prefetto di Imperia Maggioni, del sottoprefetto di Sanremo Baratono, del regio commissario di Bordighera Bergamaschi, del pretore Levratto, del presidente della Deputazione provinciale Borfiga e del console inglese Turton. Il corteo funebre, aperto dalle autorità e dalle truppe del 42° reggimento fanteria, guardie di finanza e carabinieri, si snodò attraverso le principali vie del centro cittadino fino alla chiesa dei Padri di Terra Santa, in via Vittorio Emanuele. La salma, avvolta nel tricolore e collocata sull’affusto di un cannone trainato da sette cavalli montati da artiglieri, era affiancata da scudieri con torce recanti gli stemmi della Casa reale, valletti del Senato e due sergenti, che reggevano dei cuscini su cui erano affisse le numerose decorazioni ricevute dal generale nel corso della sua vita. Dopo la celebrazione della Santa Messa presso la chiesa dei frati di Terra Santa, il corteo raggiunse la spianata di Capo Sant’Ampelio, dove il commissario Bergamaschi lesse l’orazione funebre. Quindi, il generale Clerici, a nome del ministro della Guerra, porse all’illustre statista scomparso il saluto dell’esercito. Dopo aver ricordato le sue altissime virtù militari e richiamato all’attenzione dei presenti la sua bontà d’animo, il sottosegretario si rivolse direttamente al figlio del generale per ribadirgli come il rimpianto per la morte di suo padre andasse dalla più sperduta caserma di montagna al palazzo del ministero. Prese poi la parola il generale Bordeaux, che, a nome del governo francese e della Savoia, terra natale di Pelloux, rivolse un commosso saluto all’esponente politico appena scomparso. Bordeaux ricordò infine come il governo di Parigi avesse riconosciuto i grandi meriti acquisiti da Pelloux nel processo di riavvicinamento tra Italia e Francia, conferendogli l’onorificenza del gran cordone della Legion d’Onore. Intervenne quindi il ministro Sarrocchi, che riassunse la carriera del generale, sottolineandone il grande servizio reso alla Patria e al re. Al termine della cerimonia, l’ingegner Giovanelli, a nome della famiglia dell’estinto, ringraziò tutte le persone che avevano partecipato alle esequie. Conclusi i solenni funerali di Stato, la salma di Pelloux venne tumulata presso la cappella privata del cimitero di Bordighera. Per onorare la memoria dell’illustre statista scomparso nella città delle palme, l’Amministrazione comunale avrebbe infine intitolato al generale una via del centro, dove è situata attualmente la scuola primaria “Edmondo De Amicis”.

Andrea Gandolfo

Downloads

Chiesa Valdese

Non erano soltanto inglesi gli ospiti di Bordighera nel 1800. C'erano anche    molti tedeschi: il conte von Buelow, la principessa di Hohenlohe, la regina di &n...

Per saperne di più >

15. Nel 1903

1903Edmondo De Amicis dedica una delle sue spiritose "Pagine Allegre" a Bordighera, ribattezzata "Paradiso degli Inglesi". Durante la stagione invernale, la col...

Per saperne di più >

La Duchessa di Leeds

La duchessa di Leeds abitò dapprima Villa "La Loggia", in seguito si fece costruire Villa Selva Dolce. Viveva a Bordighera tutto l'anno e qui nacque suo figlio. Po...

Per saperne di più >