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Villa Bischoffsheim

Villa Bischoffsheim

Villa Bischoffsheim

Non è chiaro come Raphaël Bischoffsheim (1822 -1907), originario di Amsterdam e residente a Parigi, conobbe Garnier. Si può avanzare l'ipotesi che i due uomini si incontrarono grazie al padre di Raphael, ricco banchiere israelita, che nelle vicinanze del cantiere dell' Opera aveva gratuitamente concesso ad una società culturale di organizzare concerti di musica classica e conferenze in un ampio locale di sua proprietà. Raphael si distinse in Francia per le numerose elargizioni effettuate, specialmente nel campo della ricerca scientifica. Anche a Bordighera divenne noto per la sua generosità sia per donazioni di natura privata sia per un prestito al Comune destinato al rifacimento della Via Romana che permise di incrementare il valore dei terreni adiacenti. Investendo somme considerevoli per l'urbanizzazione di Borgo Marina, Bischoffsheim intendeva realizzare residenze per la colonia forestiera che stava scoprendo in quegli anni la località. In realtà, non risulta che abbia intrapreso l'attività di costruttore, se non per la sua villa.

Probabilmente intervennero alcuni fattori che fecero cambiare le intenzioni speculative del banchiere parigino, determinando lo spostamento dei suoi interessi nella vicina Nizza: non è da escludere l'ipotesi che si allontanò da Bordighera rimanendo deluso dall'amministrazione, sebbene gli avesse conferito la cittadinanza onoraria nel 1876. Un primo incrinamento si ebbe con la costruzione della nuova Via Romana, per la quale egli vincolò il mutuo a precise condizioni fatte rispettare a fatica. Il distacco definitivo avvenne forse per la scelta del sito sul quale edificare l'Osservatorio astronomico che, con amministratori più accorti, si sarebbe potuto realizzare a Bordighera sul Montenero. La costruzione del complesso astronomico e la successiva attività politica intrapresa nel dipartimento delle Alpi Marittime lo impegnarono a tal punto da indurlo ad allontanarsi definitivamente da Bordighera.

Furono questi i motivi per cui la villa, poco dopo la costruzione, venne affittata a prestigiosi ospiti e successivamente venduta. Garnier ricevette l'incarico di progettare la residenza di Bischoffsheim a Bordighera intorno al 1875. Dovendo affrontare il tema dell'abitazione per una persona molto facoltosa, vide profilarsi la possibilità di realizzare una residenza prestigiosa e monumentale, tema tipico dell ' Ecole des Beaux-Arts, e con questo spirito vi si avvicinò inizialmente. Sebbene il progetto definitivo realmente eseguito non ci sia pervenuto, rimangono numerosi schizzi e disegni preliminari riguardo alla genesi progettuale della residenza, nei quali, analogamente a quanto era avvenuto per Villa Garnier, emerge come caratteristica costante lo studio dello stile e della collocazione di elementi verticali, anche in questo caso temi dominanti della composizione. La villa, decorata con mosaici policromi, è posta su un terrapieno, a cui si accede mediante un'imponente doppia scala curva, conclusa da una colorata guardiola. Garnier pensa questa abitazione come un melange di stili eterogenei e di elementi che diverranno costanti nei futuri progetti da lui realizzati sul Mediterraneo. Si può supporre che l'ubicazione iniziale della villa fosse prevista in posizione più scoscesa rispetto all'attuale; questa collocazione, oltre a godere di un panorama più esteso, avrebbe conferito un carattere di maggiore monumentalità e prestigio alla villa. Presentati i disegni iniziali al committente, possiamo ragionevolmente supporre che Garnier ricevette istruzioni in merito ad un ridimensionamento generale del progetto.

Gli studi successivi, infatti, proposero soluzioni gradualmente più contenute per dimensioni e solennità dell'insieme. Non si conoscono le cause che spinse l’architetto a semplificare ulteriormente il progetto e a renderlo molto simile a quello di Villa Garnier; tuttavia per i motivi di cui abbiamo già trattato, si può pensare che dalla data in cui venne commissionato il progetto, attorno al 1875, al periodo della sua effettiva realizzazione, gli interessi di Bischoffsheim, il quale durante la costruzione della villa soggiornava alI' hôtel de Bordighera,cominciarono a trasferirsi verso Nizza. La soluzione adottata definitivamente conserva pochi elementi tratti dagli studi preliminari. Rimangono il campanile, costante di tutte le ipotesi, e il carattere moresco, evidente nelle complicate decorazioni policrome a mosaico in facciata e nelle formelle quadrate di ceramica poste sulla parte terminale dello stesso campanile. L'interno è caratterizzato da un grande vano d'ingresso , pavimentato a mosaico, che divide in due la pianta: sul lato ovest si trovano il salone e la sala da pranzo; sul lato est la sala da biliardo; al fondo dell' entrata troviamo una ampia scala che conduce ai piani superiori dove, all' epoca, si trovavano le camere da letto.

I testi, le immagini nonché l'impianto generale dei capitoli dedicati a Charles Garnier sono tratti da CHARLES GARNIER E LA RIVIERA di Andrea Folli e Gisella Merello edito nel mese di aprile 2000, presso lo stabilimento litografico della Erga Edizioni.

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