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Magiargé

Magiargé

La statua di Magiargé, al centro della settecentesca fontana che sta sotto il Municipio,è uno dei simboli di Bordighera. Magiargé - il nome sarebbe una corruzione dialettale di Ziadatalè - secondo la leggenda era una schiava amata dal pirata saraceno Boabil. Questi (forse Boadbil, ultimo re arabo di Spagna prima della "Reconquista") rapì la ragazza a Granada. Durante un assedio a Bordighera, la ragazza si ammalò. Boabil la affidò alle cure degli abitanti. Magiargè morì in paese, benvoluta e rimpianta da tutti. Fu sepolta sulla Spianata del Capo, accanto ad un misterioso gelsomino nero. La statua, che aspetta ancora uno studio approfondito e un restauro accurato, proviene forse da una villa romana della zona e probabilmente raffigura Igea, la dea greca della salute. La testa e la mano sono rifacimenti del primo Novecento.

da "Bordighera" di A.Besio,1998,SAGEP-Genova.
Foto: La statua di Magiargé davanti al Comune da "Bordighera".